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I felidi

Felidae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


I Felidi (Felidae) sono una famiglia dell'ordine dei Carnivori.

Questo gruppo include il leone, la tigre, il leopardo, il puma, il giaguaro, il ghepardo, il gatto domestico e un gran numero di altre forme meno note ai non addetti ai lavori. I felidi sono la famiglia più strettamente carnivora dell'intero ordine dei carnivori. Il felino più familiare è il gatto (sottospecie Felis sylvestris catus), che divenne animale domestico migliaia di anni fa. Il suo parente più stretto, il gatto selvatico, vive ancora nei boschi di Europa, Asia e Africa, anche se la distruzione del suo habitat ne ha ridotto l'areale di distribuzione. Vi sono delle controversie riguardanti la classificazione come specie a sè stante del gatto domestico rispetto al gatto selvatico.

Altri felidi ben conosciuti includono forme di dimensioni ben maggiori, come il leone, la tigre, il leopardo, il giaguaro, il puma e il ghepardo. Altri felidi di dimensioni intermedie sono la lince, il caracal e la lince rossa. Il gruppo comprende anche la sottofamiglia estinta delle cosiddette tigri dai denti a sciabola, come il ben noto Smilodon.



Evoluzione
I felidi primitivi si svilupparono nel corso dell'Oligocene, circa 30 milioni di anni fa, a partire da antenati simili a Viverridi (ad s. Palaeoprionodon e Stenogale). Questi "gatti" primitivi, come Proailurus, rinvenuto in Francia, avevano un corpo lungo e zampe più corte rispetto ai feidi attuali; la dentatura, inoltre, era più primitiva. Erano però già presenti gli adattamenti per una vita parzialmente arboricola. Felidi successivi, come Pseudaelurus, della taglia di un puma, sono spesso considerati gli antenati diretti delle forme attuali. Contemporaneamente a queste forme "standard", la famiglia dei felidi produsse anche specie aberranti, le cosiddette tigri dai denti a sciabola, riunite nella sottofamiglia Machairodontinae, caratterizzate dall'enorme sviluppo dei canini superiori.

Vi sono attualmente 37 specie note di felini nel mondo, evolutesi tutte a partire da un antenato comune circa 10 milioni di anni fa. Questa specie si originò in Asia e si disperse attraverso i continenti passando per ponti di terra. Come riportato dalla rivista Science, analisi del DNA condotte da Warren Johnson e Stephen O'Brien del National Cancer Institute degli Stati Uniti hanno dimostrato che antichi gatti si svilupparono in otto differenti linee evolutive, che si diffusero in almeno dieci diverse migrazoni da continente a continente attraverso Beringia e l'Istmo di Panama. Le specie del genere Panthera sono le più antiche, mentre il genere Felis si è diversificato recentemente. Si stima che il sessanta per cento delle specie attuali sia apparso nell'ultimo milione di anni. Prima di questa scoperta, i biologi non erano stati in grado di sviluppare un albero filogenetico dettagliato a partire dai soli resti fossili.

La famiglia dei nimravidi (Nimravidae), che raggruppa specie molto primitive ed eccezionalmente simili ai felini attuali (un esempio di convergenza evolutiva), era un tempo erroneamente classificata all'interno della famiglia dei felidi.



Felinae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I Felini (Felinae) sono una sottofamiglia della famiglia dei Felidi. Sono caratterizzati da una testa di forma rotondeggiante, il muso corto e il corpo ricoperto di pelliccia, spesso maculata o striata. Hanno zampe munite di cuscinetti plantari e artigli retrattili, che utilizzano per la caccia, e hanno udito e vista ottimi, il che dà loro la possibilità di cacciare di notte.

Si usano anche i termini grandi Felini (o panterini) per indicare gli appartenenti al genere Panthera, e piccoli Felini, del genere Felis. Questi due gruppi sono apparentemente molto simili sotto molteplici aspetti, ma si differenziano tuttavia non solo per la taglia: la differenza più evidente è che i piccoli felini, che hanno un osso chiamato ioide alla base della lingua, possono fare le fusa ma non ruggire; al contrario i grandi felini, con una cartilagine flessibile al posto dell'osso, possono ruggire ma non fare le fusa con continuità. Altra differenza è che la pupilla dei piccoli felini ha un taglio verticale, mentre i grandi felini tendono ad avere tagli ovali o rotondi.

Esistono però delle eccezioni: il leopardo delle nevi, ad esempio, è classificato tra i grandi felini, ma non ruggisce e si ciba stando rannicchiato al pari dei piccoli felini.

Altra eccezione è il ghepardo che, pur classificato come grande felino, è più leggero del puma, classificato come piccolo felino. Spesso ci si riferisce ai Felini indicando in realtà altre sottofamiglie di Felidi, quando invece ogni sottofamiglia presenta alcune differenze rispetto alle altre: la sottofamiglia Acinonychinae, ad esempio, alla quale appartiene il ghepardo, spesso indicato come Felino, si differenzia dai Felini per il fatto che non è caratterizzata dagli artigli retrattili.



I Grandi Felini
Fonte: Animal planet

Cosa si intende per "grande felino"?


La prima immagine che viene in mente pensando ai grandi felini è quella di un maestoso leone che punta la sua preda nelle pianure sconfinate del Serengeti. Ma il leone è solo uno dei tanti tipi di grandi felini esistenti sulla Terra.
Il più grande tra questi animali è senza dubbio la possente tigre siberiana, il cui peso supera quello totale di cento gatti domestici, ma non dobbiamo dimenticare che è considerato un grande felino anche la lince, che è poco più grande di un comune gattino. Questo animale, tra l'altro, è l'unico felino selvatico di origine britannica.

In linea di massima, con il termine "grandi felini" si usa fare riferimento agli esemplari di taglia medio-grande, appartenenti alla famiglia dei felidi, ovvero l'ordine dei mammiferi carnivori di cui fanno parte tutti i felini. Tutti i grandi felini sono predatori carnivori che, per catturare la loro preda, si sono specializzati nell'inseguimento, nell'agguato e nel salto.

Si tratta di animali diffusi in America, Africa, Asia ed in Europa. Solo l'Australia e l'Antartide ne sono privi.


Le origini dei grandi felini
Tutti i felini appartengono alla famiglia dei mammiferi felidi, un genere esclusivamente carnivoro, comparso sulla Terra 40 milioni di fa durante l'Eocene. L'ordine dei carnivori si è diviso sostanzialmente in due generi: uno dalle forme tipiche dei gatti e l'altro con le forme tipiche dei cani. Ne consegue che i gatti sono molto più simili alle manguste e alle iene rispetto agli orsi o ai cani. Si ritiene che il ramo felino dei carnivori si sia sviluppato principalmente in Europa.

Il primo antenato dei moderni felini fece la sua comparsa circa 25 milioni di anni fa. Una sottospecie, il felino dai denti a sciabola, apparve quasi contemporaneamente. Ad ogni modo, questi enormi animali dai denti a sciabola si estinsero tutti al termine dell'ultima era glaciale, circa 10.000 anni fa.

Le avverse condizioni climatiche di questo periodo, provocarono l'estinzione di moltissimi mammiferi; fu così che i felini stanziati in Africa, nei territori dell'equatore, si trovarono a diventare i predatori incontrastati delle calde praterie e delle foreste di quella parte del mondo. Questi specialisti dell'agguato si sono poi evoluti, diventando i grandi felini che tutti noi oggi conosciamo: leoni, tigri, leopardi e ghepardi.


Organizzazione sociale
I felini sono fra i predatori più diffusi del pianeta: è possibile trovarli in Africa, America del Nord, America del Sud, Asia, Europa e Medio Oriente. In pratica sono presenti in ogni parte del mondo, ad eccezione delle isolate lande dell'Australia e dell'Antartide, visto che questi territori erano troppo lontani dalla zona in cui i felini fecero la loro comparsa sulla Terra, diverse migliaia di anni fa.

La loro capacità di adattamento è senza dubbio straordinaria: i felini infatti, sono riusciti a modificare radicalmente le proprie abitudini, per renderle efficaci nei diversi habitat in cui si trovano a vivere. Va ricordato che sono in grado di sopravvivere in condizioni ambientali estremamente diversificate: dagli aridi deserti alle sconfinate terre artiche, dalle vette delle più alte montagne del mondo alle paludi e alle giungle equatoriali perennemente flagellate dalle piogge. Per vedere un gatto andino, ad esempio, bisogna spingersi a 5.000 metri sul livello del mare.

I leopardi delle nevi, tipici abitanti delle montagne dell'Asia centrale, tendono agguati alle loro prede ad addirittura 6.000 metri dal livello del mare! I felini che preferiscono andare a caccia di pesce, ovviamente vivono in prossimità di corsi d'acqua, quali i fiumi o le paludi dell'India del Nord, della penisola tailandese e delle isole di Java e Sumatra. I gatti delle sabbie sono nativi dell'Africa del nord e del sud est asiatico e riescono a sopravvivere senza bere, visto che estraggono dal cibo la dose d'acqua di cui hanno bisogno.


Miti e realtà
Fin dalla notte dei tempi, i grandi felini hanno sempre occupato un ruolo di primo piano nell'immaginazione degli uomini. La loro straordinaria potenza e il loro aspetto maestoso li rende ancora oggi animali estremamente affascinanti ma, in tempi antichi, queste bestie feroci hanno ispirato ogni sorta di improbabile mito.

Il leone rampante è forse il più comune simbolo araldico, generalmente adottato per esprimere valore e coraggio. Nell'Inghilterra dei nostri giorni, il retro di una moneta accosta un leone ed un unicorno al simbolo della corona. Inoltre, i leoni spesso sono stati utilizzati come guardiani a protezione dei templi, dalla Grecia a Bali.

La mitologia antica abbonda di mostri feroci quali grifoni, chimere e sfingi, il cui corpo o la cui testa in qualche modo richiamano quelli del leone.

Oltre l'Atlantico, i Maya avevano la stessa soggezione per il giaguaro, animale intorno a cui ruotava la loro religione e la loro cultura. Il giaguaro rappresentava il dio degli inferi, una delle figure più celebrate e temute dalla civiltà Maya.



IL GATTO: DOMESTICO PER CASO?
Fonte: WaggingWEB

Lo scrittore inglese Rudyard Kipling dimostra una grande sensibilità verso il piccolo felino,
quando nel bellissimo libro “Storie proprio così” gli fa dire:
“... da ora in poi potrò sedermi accanto al calore del fuoco per sempre e sempre e sempre.
Ma sono sempre il Gatto che va in giro da solo, e per il quale tutti i luoghi sono uguali.”



Un animale poco domestico
Il micio, per chi studia gli animali, è un bel mistero.
E’ l’unico della Famiglia dei Felidi a vivere insieme all’uomo, da alcune migliaia di anni. Se escludiamo i preziosi mici di razza, come il Persiano e il Siamese, il micio di strada non ha neppure tutti i requisiti richiesti per essere considerato un animale domestico.
I criteri per la completa domesticazione infatti sono: l’isolamento permanente dalla specie selvatica,
il controllo da parte dell’uomo della riproduzione, del territorio e del cibo. I gatti comuni possono invece accoppiarsi con il gatto selvatico in alcune regioni del mondo, scelgono da soli i propri compagni, competono per il territorio, e mantengono intatta l’abilità di cacciare e procurarsi il cibo.
E non è tutto! Per motivi storici e culturali, l’uomo ha addomesticato una manciata di specie, meno di dieci delle migliaia presenti sulla terra. Se non vi sembrano poche, pensate che nello stesso periodo abbiamo “addomesticato” centinaia di specie vegetali.
Perché così poche? Secondo gli esperti sono due le cause possibili: molte specie potrebbero essere addomesticate, ma l’uomo non ne ha avuto l’esigenza, oppure solo pochissime specie animali sono adatte ad essere addomesticate.


Uno stile di vita particolare
Studiando quali specie vivono ormai da migliaia di anni vicino a noi, è facile osservare che gli animali che hanno avuto più successo condividono alcune caratteristiche: non sono territoriali, vivono in gruppi stabili, non hanno una alimentazione troppo specializzata, non sono molto agili. E’ quello che succede nei bovini e nei galliformi (galline & co.), due degli ordini più rappresentati tra gli animali domestici.
L’antenato del nostro gatto però, tanto per cambiare, ha uno stile di vita decisamente all’opposto di quello previsto: è un solitario, un territoriale, è scattante e piuttosto schivo.
Perché proprio il gatto, allora?
Alcuni autori suggeriscono di ribaltare la questione, lasciando al gatto l’iniziativa del primo approccio. Il micio avrebbe in un certo senso “addomesticato” gli antichi Egiziani, ottenendo vantaggi senza perdere la libertà. Altri più prosaicamente ritengono che sia stata la necessità dell’uomo, e la disponibilità di piccoli felini della sottospecie Felis silvestris lybica nel nord-est dell’Africa a far sedere accanto al focolare il piccolo felino tigrato.


Addomestichiamo l’ocelot!
Ma se il gatto non è né così addomesticabile, né così domestico, che dire dei suoi cugini selvatici?
Se la ruota del caso avesse girato in una diversa direzione, quale felino potrebbe occupare il suo posto?
E’ quello che si sono chiesti degli studiosi inglesi, che hanno voluto verificare la presenza di altre specie addomesticabili tra i felini. Per la ricerca si sono affidati ai custodi di zoo americani, inglesi e sud africani. Hanno escluso i grandi felini, leoni, tigri e pantere, perché le loro dimensioni rendono improbabile una completa domesticazione: sono troppo pericolosi!
Si sono invece concentrati sui diversi gruppi di piccoli felini selvatici, poco conosciuti ai più, forse, ma davvero belli e interessanti. Ai custodi è stato chiesto di descrivere il comportamento dei loro ospiti, e in particolare la tendenza a sedersi a meno di un metro da loro (durante la pulizia delle gabbie), a rotolarsi entro la stessa distanza, a strofinarsi e leccare la persona.
Questi comportamenti sono risultati più marcati nei soggetti allevati a mano, abituati quindi fin da cuccioli al contatto con l’uomo. Sono evidenti però anche delle differenze tra le diverse specie.
Uno dei più socievoli è proprio l’antenato del gatto, la sottospecie Felis silvestris lybica. La famiglia del gatto selvatico (Felis ssp.) non è però risultata quella più attratta dall’uomo. A sorpresa i felini più affettuosi sono gli Ocelot e il Caracal. All’ultimo posto si trovano le linci, i gatto-leopardo asiatici e il serval. Gli studiosi hanno quindi lanciato una provocatoria proposta: perché non addomesticare l’Ocelot, e salvarlo così dall’estinzione?