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I Lupi di Rijeka

S.O.S Lupi

Nei mesi scorsi un disperato S.O.S è comparso sulla rete internet e su numerose testate della stampa internazionale: “7 splendidi lupi in Croazia hanno come destino l’eutanasia o la morte per inedia, salviamoli!” Un tale appello non poteva lasciarci indifferenti. Un gruppo di esperti della Fondazione Bioparco di Roma è tempestivamente partito per Rijeka (Croazia) ed ha verificato la gravità della situazione. Purtroppo quanto denunciato corrisponde a verità. La condizione dei lupi è drammatica: vivono in gabbie anguste e sporche, sono denutriti e in visibile stato di debilitazione. Per salvarli da morte certa la Fondazione Bioparco e l’Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma – con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - ha deciso di salvarli e portarli a Roma. Dato lo spazio estremamente ristretto, alcuni individui del gruppo sono fortemente sottomessi e subiscono frequenti aggressioni da parte degli altri.


Relazione sulla struttura di accoglienza di Rijeka 30 maggio 2005

Gli animali ospitati nel presunto zoo privato di Rijeka (Fiume), in Croazia, versano in condizioni di grave sofferenza come verificato dalla visita effettuata in data 31/5 – 1/06/'05 dal curatore zoologico, Fulvio Fraticelli, e dal veterinario, Klaus Friedrich, della Fondazione Bioparco di Roma e come denunciato, sugli organi di stampa e in rete, da associazioni animaliste.
La situazione che è stata riscontrata durante il sopralluogo è la seguente:

• La struttura non è uno zoo, ma un centro di accoglienza della Zoo-Eco Animals Friends Society, associazione locale che si interessa di animali abbandonati. Presso l'abitazione del segretario di questa associazione, Marino Lenaz, sono state realizzate delle strutture per gli animali. Il sito è posto in una zona fortemente abitata, alla periferia di Rijeka.

Lo stato generale delle strutture e i modelli gestionali sono pessimi. Le specie sotto riportate sono ospitate in ricoveri microscopici, sporchi, insicuri, alternati a pollai e recinti che ospitano svariate decine di cani. L'alimentazione base per orsi e lupi è il pane secco. La carne utilizzata è di pessima qualità. I recinti non dispongono di acqua corrente e gli animali si abbeverano in secchi contenenti acqua sporca. Le pulizie vengono effettuate dall'esterno utilizzando un idrante. Molti angoli e i ricoveri coperti non possono essere puliti e vi sono accumuli di escrementi. L'acqua di pulizia dei ricoveri posti in alto cade direttamente nei ricoveri posti inferiormente. Tutte le recinzioni sono fatiscenti e vi è un altissimo rischio di fuga degli animali.

Il Sig. Lenaz è costretto a chiudere perché rimasto senza lavoro, perché ha la moglie ammalata e perché i vicini si sono lamentati per il cattivo odore, i rumori e la mancanza di sicurezza.

Al momento della visita del curatore zoologico e del veterinario del Bioparco nella struttura erano presenti i seguenti individui appartenenti a specie selvatiche. I dati sull'età e la storia degli esemplari sono stati forniti dal Sig. Lenaz e, logicamente, non è possibile verificarli (tra parentesi quadre sono riportate considerazioni di Fraticelli e Friedrich non fornite dal proprietario):

2 tigri ospitate insieme. Una femmina di 3 anni è nata nel Circo Nazionale Italiano [titolare Marco Gattolin, sede legale a Maglie (LE)] mentre si trovava in tournée in Croazia e non si è riusciti a richiedere in tempo i documenti per un rientro in Italia. Un maschio di 15 anni è stato preso ad uno zingaro arrestato per spaccio di stupefacenti. Gli sono state tolte le unghie e ha da anni un grave glaucoma all'occhio destro [che provoca probabilmente forti dolori].

1 tigre maschio di 3 anni. E' stato comprato da cucciolo per € 4.000 da un privato che lo teneva in una gabbia di 1x1 m presso un ristorante.

2 orsi bruni di Siria” [si tratta di animali molto piccoli e a colorazione chiara, forse appartenenti alla popolazione siriana], vengono dallo zoo di Zagabria dove erano in surplus. La femmina partorisce ogni anno, ma il maschio sbrana i piccoli.

2 orsi bruni femmine di 7 e 8 anni, vengono dall'Ungheria [terribilmente stressati perché il loro recinto confina con una gabbia per cani che gli abbaiano contro tutto il giorno. Lo stress porta ad aggressioni tra loro] .

1 orso bruno maschio di 6 anni, originario dell'Ungheria, è stato rinvenuto al seguito delle truppe croate al tempo della guerra dei Balcani, prima trasferito nello zoo di Zagabria, poi a Rijka.

2 lupi maschio e femmina fratelli di 2 anni. Vengono dallo zoo di Spalato dove questa specie si riproduce ogni anno [di fronte, a meno di due metri, c'è un recinto per cani che abbaiano continuamente contro i lupi].

5 lupi maschi di 5 anni, provengono dallo zoo di Zagabria [dato lo spazio minimo alcuni individui sono fortemente sottomessi e ci sono frequenti aggressioni].

Considerando il pessimo stato di mantenimento e il futuro assolutamente non garantito sarebbe opportuno intervenire nei confronti del maggior numero possibile di animali. Le seguenti ipotesi rappresentano l'opzione massima di accoglienza di cui la Fondazione Bioparco di Roma può farsi carico:

Tutti e 7 gli individui di lupo possono essere ospitati in un recinto, diviso in due, da realizzare nello spazio che al momento ospita gli emù (lungo la strada in salita di sinistra che porta all'ampliamento, sotto le vecchie strutture CNR). Il maschio di tigre con il glaucoma potrebbe essere ospitato nel recinto non visibile al pubblico situato dietro l'exhibit dei leoni asiatici. In questa situazione potrebbe essere operato.

Nella possibilità di riuscire ad affidare al Parco Nazionale d'Abruzzo due orsi bruni attualmente presenti al Bioparco, si potrebbe ipotizzare di ospitare i due orsi siriani negli spazi lasciati liberi. La struttura non è ottimale, ma è infinitamente meglio di dove si trovano e inoltre potrebbero essere applicati modelli gestionali corretti (alimentazione e controllo sanitario).

Non ultima va considerata l'importanza di accogliere in una struttura come il Bioparco, che fa dell'educazione nei confronti dei visitatori una delle missioni principali, un animale simbolo come il Lupo. Da secoli temuto, scacciato e perseguitato per i presunti danni arrecati alle attività umane, il lupo sta oggi gradualmente riconquistando il posto che gli spetta nella natura. Grazie ai programmi di conservazione, come l'istituzione di aree protette, e alla sensibilizzazione delle popolazioni locali il lupo è tornato tra le nostre montagne e foreste quasi fino alle porte della Capitale. Gli esemplari di cui il Bioparco intende farsi carico potranno essere considerati ambasciatori del loro ambiente naturale, coinvolgendo il pubblico emotivamente e sfatando falsi miti e leggende.

Fonte:http://www.soslupi.bioparco.it/