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Paté
d'oca?
In
appena due settimane il loro fegato arriva a pesare oltre un
chilo
Di
Fabio Andriola
Roma –
L’incubo, in media dura dalle due alle quattro settimane:
tanto occorre perché un allevatore esperto possa far
crescere a dismisura il fegato delle sue oche. Esempio: la
pregiata "oca di Tolosa" è capace di arrivare a
un massimo di 15 chili di peso e di "produrre", al
tempo stesso, un fegato di oltre un chilo. Un risultato
tutt’altro che indolore, visto che in genere gli animali
vengono ingozzati 2-3 volte al giorno per un totale di almeno un
chilo di cibo. Sarebbe come se un uomo di 70 chili mangiasse ogni
24 ore cinque o sei chili di alimenti. Per fortuna dell’uomo,
il suo fegato non è così prelibato come quello di
oche e anatre, al centro di un commercio mondiale che è
anche uno scandalo internazionale. I metodi messi a punto per
provocare la statosi epatica (la dilatazione abnorme del fegato)
in questi animali sono infatti così violenti che molti
Paesi europei vietano la produzione di foie gras, cioè
"fegato grasso", un alimento ricercato dai gourmet di
tutto il mondo nonostante violi oltre ai diritti degli animali
anche quelli dell’organismo umano, poiché il fois
gras contiene l’85 per cento di grasso che arriva
direttamente al fegato di chi lo mangia, aumentando il tasso di
colesterolo e favorendo l’insorgere di varie malattie. Su
tutte queste considerazioni si basano i "no" al foie
gras di Austria, Finlandia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Danimarca
e, fuori dalla Ue, di Svizzera, Repubblica Ceca, Norvegia e
Polonia. L’Italia deve ancora recepire la direttiva europea
98/58 che vieta l’alimentazione forzata e la spiumatura,
mentre Francia e Belgio non ci pensano neanche. La sola Francia
produce ogni anno centinaia di tonnellate di foie gras, seguita
da Belgio, Ungheria, Germania, Israele. E l’Italia? Fa la
sua parte, come documenta un rapporto della Lav dedicato al "Foie
gras: un concentrato di sofferenze". Da noi si consumano
ogni anno circa 20 tonnellate di fegato d’oca, prodotte per
metà da piccole aziende in Romagna, Friuli e Lomellina.
Anche i nostri allevatori, come i loro colleghi francesi, tengono
le oche in gabbie di 25 cm. Per 15, le privano di becco, le
sovralimentato con cibo che viene loro somministrato con
strumenti meccanici capaci di "servire" fino a 120
animali l’ora e dotati di tubi lunghi circa 30 cm. Il
culmine di tutto è l’abbattimento: le oche vengono
stordite in un bagno di acqua elettrificata e poi sgozzate. Dopo
poche settimane qualcuno, felice e forse ignaro, mangerà
il loro fegato.
IL
TRISTE DESTINO DELLA "TOLOSANA" Ingozzamento L’oca
di Tolosa arriva a pesare in 2-4 settimane anche 15 chili, con un
fegato da oltre un chilo. Mangia infatti 2-3 volte al giorno,
buttando giù circa un chilo di cibo: inevitabile la
steatosi epatica. Paragone E’
come se un uomo di circa 70 chili mangiasse ogni 24 ore 5-6 chili
di alimenti. Foie
gras Ricercato
dai buongustai, contiene però l’85 per cento di
grasso. Aumenta il tasso di colesterolo e favorisce l’insorgere
di varie malattie. Paesi
produttori Francia,
Belgio, Italia, Ungheria, Germania
Fonte:http://www.biello.it/index.php?pag=ecoAnimalismo&id=321&id_click=321
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